EtnoRock

Il Festival EtnoRock nasce nel 2001 per volontà dell'allora assessore alla cultura Gabriella Liberatore in collaborazione con Emidio Balducci in veste di direttore artistico.

Dal 2004 la manifestazione è organizzata dall'Associazione Culturale Suoni Migranti col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Atri.


L'Associazione Suoni Migranti è stata fondata nel 2004. Un gruppo di amici appassionati di musica con la voglia di fare piuttosto che di stare lì a guardare e commentare altro. L'esigenza era, quindi, quella di dare uno "status" ad un gruppo di persone che ruotava (e ruota) intorno ad "EtnoRock", ma anche cercare di stimolare nell'ambiente culturale nostrano la voglia di andare oltre certi schemi musicali.

Una sorta di imput che riuscisse a innestare un circolo virtuoso e che non si fermasse al mero ascolto o alla semplice proposta musicale, ma che in qualche modo stimolasse una riflessione su come vanno le cose nel mondo, su come, le culture, ormai si intrecciano in un benefico mix di lingue, colori e note.

Tutto questo, però, passando attraverso il recupero di tradizioni musicali magari accantonate; affascinanti percorsi riesumati per mostrare anche ai più distratti che poi, in fondo, molte matrici in questa Europa così piccola sono comuni.

"Suoni Migranti" è nata anche per mettere insieme energie che non si arrendono al luogo comune secondo cui tutto deve passare attraverso i soliti contenitori culturali. La fatica è proprio quella di riuscire nell'impresa di dimostrare che anche in una piccola città è possibile sviluppare circuiti interessanti senza dissiparli in un vorticoso quanto sterile calderone di manifestazioni al servizio di un turismo distratto.

E poi ci sono i giovani come obbiettivo. La loro grande capacità di scovare informazioni su molti aspetti di questo nuovo mondo, ma anche con una scarsa attitudine a soffermarsi su fenomeni coniugati al passato. "Suoni Migranti" punta su di loro. Sulla loro innata curiosità. Coinvolgerli - attraverso la musica - su temi nuovi. Mostrare che la contaminazione, l'intreccio, crea sempre qualcosa di nuovo. Migliore. Più colorato. Più intelligente. Più avanti.