|
BandOrkestra.55
diretta da Marco Castelli
Diciassette elementi che uniscono
nobili temi da grande orchestra Ellingtoniana e influenze
“imprudenti” come ska, free, musica latino-americana, etnica. In
sostanza non una Big Band, non un'orchestra popolare, bensì una
"Banda Moderna". Così piace definire BandOrkestra.55 al suo creatore
e direttore Marco Castelli. E la definizione non sembra sbagliata,
perché questa formazione in certa misura, unisce le caratteristiche
dell'organico popolare (impatto sonoro avvolgente, spirito
allegramente festoso, compattezza) con quello jazzistico (ritmi,
percussività, pregnanza degli inserti solistici), trasformandosi
però in qualcosa di originale.
Marco Castelli e la sua band
dalle sonorità multietniche si tuffano tra i suoni del mondo. E lo
fanno con uno stile e una classe particolarmente riconoscibile.
Sound differenti provenienti da ogni angolo del globo si uniscono in
un risultato coinvolgente e poco comune.
Rispetto ad altre esperienze di
questo tipo (Banda Improvvisa, Banda Ionica), BandOrkestra mostra un
repertorio più eclettico, che pesca indifferentemente in ogni genere
musicale alla ricerca di brani "memorabili," come "Ausencia" di
Bregovic, "African Marketplace" di Abdullah Ibrahim, "Tu vuò fa' l'amaricano"
di Carosone e "Vecchio frac" di Modugno (fusi in una divertente
medley) e vi aggiunge composizioni scritte appositamente da
Castelli.
Sassofoni, trombe ma anche
ciaramelle, launeddas, violini e ukulele: l’universo sonoro di
BandOrkestra è tanto eterogeneo quanto fiammeggiante, divertente e
fieramente multicolore.
|